Risposte ad alcune delle domande più comuni rivolte ai tecnici in edilizia.
- Nettuno Consulting

- 15 apr 2020
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 6 mag 2020
Vediamo insieme quali sono le domande e le relative risposte inerenti i dubbi più comuni che i clienti espongono al proprio tecnico di fiducia. -Ing. Ilaria Rottura

Si elencano di seguito alcune delle risposte alle domande più comuni che la clientela spesso rivolge al proprio tecnico di fiducia nel momento in cui pensa di operare cambiamenti alla propria abitazione.
"Ingegnere, è possibile abbattere questa parete interna?"
Come è facile pensare, la risposta a questa domanda non è univoca. Si possono distinguere in generale due casi:
la parete su cui si vorrebbe intervenire ha funzione portante, oltre che di divisione tra ambienti;
la parete su cui si vorrebbe intervenire ha solo funzione di divisione tra i due ambienti.
Pare importante specificare che, a volte, la distinzione tra una tipologia e l'altra può essere per il tecnico di non immediata determinazione, pertanto può capitare che il sopralluogo in loco sia seguito da saggi sulla muratura in questione per determinarne lo spessore e il materiale di costituzione (ad es. mattone forato/mattone pieno). Altre volte, invece, si può rendere necessario uno studio della disposizione complessiva delle pareti nell'intero fabbricato in cui è inserita l'unità immobiliare in oggetto, per valutarne lo schema portante complessivo.
Tornando alla distinzione per punti sopra elencata, la seconda casistica è quella che generalmente consente un abbattimento, anche totale, della parete di interesse, previa verifica normativa di eventuali vincoli vigenti sull'immobile, dei requisiti urbanistici di metratura, illuminazione e ventilazione del nuovo ambiente che si verrebbe così a creare. Può restare inoltre da verificare la presenza, all'interno della stessa parete da abbattere, di passaggi impiantistici da interrompere e modificare.
Invece la casistica della parete con funzione portante richiede una valutazione dell'intervento in rapporto alla normativa sismica vigente sul territorio di interesse: quasi mai è possibile un abbattimento totale dell'elemento edilizio e spesso l'eliminazione di parte del paramento murario comporta l'introduzione di elementi in acciaio, annegati nella struttura esistente da preservare, che abbiano altrettanto ruolo portante.
A seguito delle dovute indagini sopra brevemente spiegate, il tecnico sarà in grado di prospettare al proprio cliente la tipologia di titolo autorizzativo/comunicazione da depositare presso il Comune di appartenenza.
"Ingegnere, il mio appartamento non è uguale alla planimetria catastale. Come mi devo comportare?"
E' ormai comune constatare che la maggior parte dei clienti disponga in casa della sola documentazione catastale inerente la propria abitazione e, pertanto, che prenda essa a riferimento per una propria valutazione della conformità dell'immobile in questione.
Alla domanda sopra posta è fondamentale rispondere verificando in primis se le difformità (differenze) riscontrate siano presenti solo sulla documentazione catastale o se riguardino anche le pratiche depositate presso il Comune di appartenenza (cosiddetti "precedenti edilizi", costituiti generalmente da licenze, concessioni edilizie, DIA, etc... riguardanti l'unità edilizia in esame).
Nel caso in cui le difformità riguardino solo gli incartamenti catastali, previa verifica dell'obbligo o meno di aggiornamento degli stessi, tale documentazione può essere facilmente corretta dal tecnico incaricato.
Quando invece le differenze riscontrate riguardano anche la documentazione comunale, è facile pensare ci si trovi di fronte ad opere edilizie di modifica non opportunamente dichiarate al momento della loro realizzazione e, pertanto, che esse possano costituire a tutti gli effetti un abuso edilzio. In questo caso il tecnico dovrà delineare al proprio cliente la pratica edilizia in sanatoria appropriata, procedendo all'aggiornamento di tutta la documentazione in essere.
Ingegnere, è possibile realizzare un secondo bagno in casa?
Ingegnere, è possibile spostare il bagno della mia abitazione?
A queste in apparenza semplici domande è possibile rispondere spiegando al cliente che il wc della propria abitazione è sempre collegato ad una rete di scarico del fabbricato che, nei casi più comuni, conduce alla fognatura pubblica comunale. Tale rete, nascosta tra pareti e solai della costruzione, quindi non visibile, si caratterizza per determinate pendenze e diametri dei tubi che la compongono, appositamente realizzati perchè le acque di scarico di tutti gli apparecchi sanitari possano correttamente confluire al condotto principale che li convoglierà alla pubblica fognatura. Va pertanto da sè che lo spostamento degli stessi sanitari all'interno dell'unità immobiliare risulta possibile solo quando queste caratteristiche di corretta realizzazione vengono mantenute, ripetute o addirittura migliorate. Nel caso di edifici esistenti sarà necessario verificare, possibilmente in presenza dell'installatore idraulico che realizzerà l'intervento, lo spessore a disposizione nello strato sottostante il pavimento per lo scorrimento dei tubi necessari; si determinerà poi la posizione della colonna di scarico condominiale e il relativo materiale. L'intervento deve anche essere rapportato alla disponibilità di spesa del cliente, in modo tale da trovare la soluzione che soddisfi tutte le condizioni al contorno.
Per dovere di cronaca, si ricorda che oggigiorno esistono dispositivi trituratori, chiamati Sanitrit, che consentono di installare wc pressochè ovunque: quando si opta per questa soluzione, è necessario conoscere il tempo di vita utile di questi apparecchi e le corrette modalità di utilizzo perchè essi riescano a svolgere la loro funzione al meglio nel tempo.
Sono molte altre le domande comunemente rivolte ai tecnici ma, come sopra dimostrato, non sempre le risposte sono univoche e certe. Ti invitiamo a contattare i professionisti di Nettuno Consulting: esponi il tuo caso, riceverai consulenza e assistenza a 360°.
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